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VILLA CASABIANCA 1573 prende il nome dall'intonaco bianco che ne caratterizzava le facciate principali, donandole quell'aspetto lucente tipico delle residenze di campagna del XV e XVI secolo dell'Italia centrale.

Incerta la data di costruzione, le prime fonti risalgono al catasto del 1573 nel quale la Casabianca, che dava il nome anche alla località, risulta appartenere alla Reverenda Camera Apostolica, l'antico organismo che faceva capo a tutta l'amministrazione finanziaria, legislativa e giudiziaria dello Stato Pontificio.
Si occupava, inviando Prelati, Vescovi e Cardinali, della riscossione delle tasse e del controllo sul territorio, in periodi di dure lotte tra lo Stato Pontificio e i territori indipendenti.
Lo Stato del Vaticano mantiene la proprietà Casabianca per circa tre secoli, come attestato dal Fondo Catasti conservato presso l'Archivio di Stato di Camerino, nel quale compare una mappa del 1742 che rappresenta la casa con il giardino e l'orto.

Agli inizi dell'Ottocento, la Casabianca viene acquistata dal Conte Severino Servanzi Collio di San Severino, pronipote del Conte Monaldo, padre del poeta Giacomo Leopardi.
Passata ai discendenti del Conte Severino, la Casabianca si conserva per tutto il Novecento e negli anni ottanta viene venduta dalla Contessa Miliani Maria Grazia Francisci Collio alla famiglia Casoni di Castelraimondo.

Stemma dell'Organismo Vaticano proprietario della Villa Casabianca fino al 1830